SOMMARIO del “DOCUMENTO PRELIMINARE” (redatto sulla base delle Linee Guida per la Redazione dei Piani d’Ambito di cui al Piano Regionale Gestione Rifiuti della Regione Marche approvato con DCR 128 del 14.04.2015)

Contenuti del Piano d’Ambito e indirizzi della pianificazione regionale (PREMESSA NORMATIVA)

Ai sensi dell’art.10 della L.R.24/2009 come modificata dalla L.R.18/2011, il Piano d’Ambito definisce, nell’ATO di riferimento, il complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari a garantire la gestione integrata dei servizi.

Il Piano d’Ambito deve contenere:

  1. l’analisi della situazione esistente, con individuazione e valutazione delle criticità del sistema di gestione integrata dei rifiuti;
  2. il modello gestionale e organizzativo per la realizzazione di una rete integrata e adeguata di impianti, al fine di realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi, dei rifiuti derivanti dal loro trattamento e il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati;
  3. i criteri in base ai quali, nell’esercizio delle funzioni attribuite ai sensi dell’articolo 7, possono essere stipulati accordi, contratti di programma o protocolli di intesa anche sperimentali con soggetti pubblici e privati per la valorizzazione delle frazioni dei rifiuti urbani derivanti da raccolta differenziata;
  4. la definizione tecnico-economica delle soluzioni gestionali collegate al raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata previste dalla normativa statale e regionale;
  5. la definizione tecnico-economica delle soluzioni collegate alla gestione del rifiuto indifferenziato, evidenziandone sia gli aspetti economici che di sostenibilità ambientale;
  6. la definizione di parametri tecnici per il dimensionamento dei servizi e dell’impiantistica collegati alle soluzioni di cui alla lettere d) ed e);
  7. il programma degli interventi necessari e la relativa tempistica, accompagnato dal piano finanziario che indica le risorse disponibili, i proventi derivanti dall’applicazione della tassa o della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e le eventuali risorse da reperire.

Ai fini dell’affidamento dei servizi, il Piano d’Ambito deve altresì individuare:

  • gli impianti e le altre dotazioni patrimoniale di proprietà degli enti locali da conferire in comodato ai soggetti affidatari;
  • gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali che, secondo le previsioni del Piano d’Ambito, dovranno essere autorizzati all’erogazione dei servizi funzionali alla gestione.

 

Secondo gli indirizzi regionali (Linee Guida per la redazione dei Piani d’Ambito, appendice II della Relazione di Piano del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 128 del 14.04.2015: “Approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti redatto in attuazione dell’art. 199 D.Lgs n. 152/2006” – Pubblicata nel B.U. Marche 30 aprile 2015, n. 37 – supplemento 4), le pianificazioni d’Ambito dovranno essere così sviluppate:

  1. Redazione di un Documento Preliminare nel quale si definiscono:
  • lo stato di fatto del sistema gestionale (servizi e impianti);
  • le azioni da sviluppare per il conseguimento degli obiettivi della pianificazione regionale;
  • l’individuazione preliminare degli interventi (con riferimento sia alle eventuali necessità di riorganizzazione dei servizi che alle tematiche impiantistiche: individuazione degli impianti di riferimento, flussi di rifiuti destinati a trattamento, necessità di adeguamenti impiantistici,….);
  • l’individuazione di accordi interprovinciali finalizzati, in una ottica di ottimizzazione gestionale sovra ambito, a garantire il conseguimento di taglie impiantistiche e di criteri gestionali in grado di determinare sia migliori prestazioni tecniche/ambientali sia migliori condizioni economiche (minori costi di investimento e minori costi di gestione)….

…Visto che alla prossima Assemblea del 22 Maggio, si discuteranno e si approveranno i “criteri localizzativi e individuazione delle aree idonee per l’impianto di discarica dell’ATO 3 Macerata da inserire nel Piano d’Ambito”, abbiamo voluto rammentare le modalità procedurali per la redazione e l’approvazione del Piano d’Ambito, che avverrà entro il corrente anno, partendo dal “DOCUMENTO PRELIMINARE” già approvato da questo Ente nell’Ottobre 2017 e di cui riportiamo in questa sede i contenuti, accludendo il SOMMARIO testualmente e di seguito.

Premessa

Contenuti del Piano d’Ambito e indirizzi della pianificazione regionale. 5

La gestione integrata dei rifiuti ed i livelli di autonomia gestionale degli ATO.. 6

Le integrazioni tra le pianificazioni d’ambito. 7

Redazione del PdA – Contenuti e articolazione in fasi di attività. 8

Contenuti ed obiettivi del Documento Preliminare. 10

Le fonti dati del Documento Preliminare. 11

Il coinvolgimento di Comuni e portatori di interesse nel processo di pianificazione. 11

1      quadro normativo e Pianificatorio di riferimento.. 12

1.1           Normativa europea. 12

1.2           Normativa nazionale. 16

1.3           Normativa e pianificazione regionale. 33

1.4           Disposizioni e atti emanati dall’ATA.. 44

2      Inquadramento territoriale, insediativo e socio-economico.. 48

2.1           Caratterizzazione territoriale. 48

2.2           Popolazione e insediamenti 53

2.3           La struttura economico-produttiva. 63

2.4           Turismo. 68

2.5           Strutture viarie, mobilità e accessibilità. 71

3      Dinamiche EVOLUTIVE della produzione dei rifiuti e di intercettazione differenziata.. 75

3.1           Evoluzione storica della produzione di rifiuti urbani 75

3.2           Evoluzione storica della raccolta differenziata. 80

4      STATO ATTUALE DELLA produzione DEI RIFIUTI URBANI e di intercettazione differenziata.. 85

4.1           Stato attuale della produzione dei rifiuti urbani (dati 2016) 85

4.2           Andamenti stagionali della produzione dei rifiuti 93

4.3           Flussi intercettati dalle raccolte differenziate (dati 2016) 98

4.4           Composizione merceologica del rifiuto urbano prodotto. 111

4.5           Rese di intercettazione conseguite. 115

5      INIZIATIVE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI 122

6      Modalità organizzative dei servizi di igiene urbana.. 124

6.1           Modalità di effettuazione dei servizi di raccolta. 124

6.2           Modello raccolta Porta a Porta. 126

6.2.1       Generalità. 126

6.2.2       Raccolta dei rifiuti indifferenziati 129

6.2.3       Raccolta di pannolini e pannoloni 130

6.2.4       Raccolta di carta e cartone. 131

6.2.5       Raccolta multimateriale (plastica e metalli) 132

6.2.6       Raccolta della frazione organica. 133

6.2.7       Raccolta degli scarti di verde. 134

6.2.8       Raccolta del vetro. 134

6.2.9       Raccolte per utenze specifiche. 135

6.3           La rete dei Centri di raccolta. 137

6.4           Le strutture di supporto alla logistica dei servizi 143

7      Impiantistica di destino dei rifiuti raccolti 144

8      Assetto del sistema impiantistico.. 149

8.1           Il polo impiantistico di Tolentino, in Località Piane di Chienti 149

8.1.1       Considerazioni in merito alle tematiche localizzative ed al rispetto dei vincoli 149

8.1.2       Caratteristiche generali 154

8.1.3       Impianto di trattamento meccanico biologico. 157

8.1.4       Impianto di compostaggio di qualità. 163

8.1.5       Piattaforma di valorizzazione delle raccolte differenziate. 168

8.1.6       Termovalorizzatore (impianto dismesso) 177

8.1.7       Trattamento biologico e chimico fisico di rifiuti liquidi (impianto di depurazione) 177

8.1.8       Struttura per il deposito temporaneo e la cernita delle macerie da sisma. 178

8.2           Le discariche in gestione e post-gestione. 178

8.2.1       La discarica in esercizio di Cingoli 178

8.2.1       La discarica in post-gestione di Potenza Picena. 185

8.2.2       La discarica in post-gestione di Tolentino. 186

8.3           Ipotesi progettuali in via di definizione. 187

8.3.1       Impianto di digestione anaerobica. 187

8.3.2       Impianto di recupero dei pannolini e pannoloni 193

9      PERSONALE IMPIEGATO nel sistema integrato dei rifiuti urbani 196

10    Costi di gestione del sistema integrato dei rifiuti urbani 197

11    SVILUPPO DEI SISTEMI TARIFFARI 211

12    CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ DEL SISTEMA DI GESTIONE DEI RIFIUTI DELL’ATO.. 212

12.1        Affidamento unitario della gestione dei rifiuti 212

12.2        Prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti 213

12.3        Servizi di raccolta e differenziazione “di qualità”. 214

12.4        Rete dei centri di raccolta. 215

12.5        Stazioni di trasferenza e strutture di supporto logistico. 215

12.6        Servizi di spazzamento e altri servizi di igiene urbana. 216

12.7        Impiantistica per la valorizzazione delle frazioni differenziate e di ulteriori frazioni recuperabili 216

12.8        Impiantistica per il trattamento del rifiuto indifferenziato residuo. 218

12.9        Impiantistica di discarica. 219

12.10      Conseguenze dell’evento sismico 2016. 220

12.11      Sito impiantistico di Tolentino e relativa vincolistica. 221

12.12      Strumenti a supporto del controllo e della qualità dei servizi 223

12.13      Sviluppo del sistema tariffario. 223

13    GLI SCENARI GESTIONALI futuri ALLA LUCE DEGLI OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE.. 225

13.1        Gli obiettivi della pianificazione regionale. 225

13.2        Gli obiettivi e le previsioni della pianificazione d’ambito. 232

13.2.1    Produzione attesa di rifiuti urbani 232

13.2.2    Obiettivi di recupero di materia. 238

13.2.3    Previsione dei quantitativi raccolti negli Scenari di Piano. 244

13.2.4    Impiantistica di trattamento del rifiuto indifferenziato residuo. 250

13.2.4.1 TMB Opzione Zero – ATO.. 251

13.2.4.2 TMB Opzione CSS/materia – ATO.. 251

13.2.4.3 TMB Opzione CSS/materia – Interprovinciale. 253

13.2.5    Impiantistica di trattamento della frazione organica e verde differenziata. 254

13.2.5.1 Trattamento FORSU e verde – DA a 2 Moduli 255

13.2.5.2 Trattamento FORSU e verde – DA a 3 Moduli 257

13.2.6    Impiantistica di trattamento di ulteriori frazioni recuperabili 259

13.2.6.1 Trattamento e valorizzazione delle frazioni differenziate secche. 259

13.2.6.2 Trattamento e recupero dello spazzamento stradale e dello spiaggiato. 259

13.2.6.3 Trattamento e recupero di pannolini e pannoloni 259

13.2.7    Impiantistica di discarica. 260

13.3        Valutazioni economiche preliminari delle diverse opzioni di scenario. 264

13.3.1    Impiantistica di trattamento del rifiuto indifferenziato residuo. 264

13.3.2    Impiantistica di trattamento e recupero della FORSU e del verde differenziati 266

13.3.3    Conferimento a destino dei rifiuti derivanti dal TMB.. 269

13.3.4    Quadro riepilogativo dei costi di investimento e gestionali associati alle opzioni in esame per il TMB   272

14           CONSIDERAZIONI DI SINTESI IN MERITO ALLE IMPLICAZIONI TECNICO ECONOMICHE DEI DIVERSI POSSIBILI SCENARI GESTIONALI 274

 

Contenuto inserito il 21/05/2020 aggiornato al 21/05/2020
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