Una prima analisi del Decreto legge c.d. “Rilancio” per le norme che riguardano direttamente e indirettamente la P.A. – settori non sanitari

Misure di sostegno al lavoro • L’art. 75 prevede che a decorrere dal 5 marzo e fino al 31 luglio 2020 i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato (anche affidatari) con figli di età non superiore ai 12 anni possono fruire del congedo straordinario COVID di cui all’art. 23 del d.l. Cura Italia per un periodo continuativo o frazionato comunque non superiore a trenta giorni. Viene confermato che il limite dei 12 anni di età non si applica in riferimento ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. Resta fermo altresì che tali periodi, coperti da contribuzione figurativa, danno diritto a percepire una indennità pari al 50 per cento della retribuzione (dalla base retributiva di calcolo sono esclusi la tredicesima mensilità e altri premi, mensilità o trattamenti accessori in godimento). • A decorrere dal 5 marzo e fino al 30 settembre 2020 è riconosciuta ai genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato (anche affidatari) con figli di età inferiore ai 16 anni (in luogo di un’età compresa dai 12 ai 16 anni come previsto dal previgente art. 23 comma 6 d.l. 18/2020) la possibilità di astenersi dal lavoro senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, fermo restando il divieto di licenziamento e il correlato diritto alla conservazione del posto di lavoro. • Nel limite massimo complessivo di 1200 euro e in alternativa al congedo straordinario, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato (anche affidatari) con figli di età inferiore ai 12 anni possono fruire del bonus finalizzati all’acquisto di servizi baby-sitting o in alternativa del bonus per sostenere le spese di iscrizione ai servizi integrativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. La fruizione del bonus per i servizi integrativi per l’infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido di cui all’articolo 1, comma 355, legge 11 dicembre 2016, n.232. • Per gli infermieri, i tecnici di laboratorio biomedico, i tecnici di radiologia medica e gli operatori sociosanitari dipendenti del settore pubblico e privato accreditato, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto in alternativa al congedo straordinario, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 2000 euro. • Per i lavoratori pubblici e privati che assistono una persona con disabilità grave (art. 33, comma 3, legge 104/1992) o che sono portatori di handicap grave (art. 33, comma 6, legge 104/1992) l’art. 76 conferma l’incremento di ulteriori 12 giornate complessive di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa usufruibili nei mesi di maggio e giugno. Fino al 31 luglio 2020 (in luogo del 30 aprile) per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità nonché per i lavoratori con handicap non grave in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medicolegali attestante una condizione di rischio, il periodo di assenza dal servizio prescritto ai sensi dell’art. 26 comma 2 del DL Cura Italia è equiparato al ricovero ospedaliero. • L’art. 83 amplia da 60 giorni a cinque mesi l’arco temporale durante il quale è precluso l’avvio di nuove procedure di licenziamento collettivo e sono sospese le procedure pendenti. Durante lo stesso periodo di tempo, non solo è fatto divieto al datore di lavoro di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo, come già previsto nella formulazione previgente dell’articolo 46 del Dl Cura Italia, ma sono sospese anche le procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in corso. Inoltre, per introdurre un ulteriore livello di tutela, si prevede che il datore di lavoro possa revocare il recesso nel caso in cui, indipendentemente dal numero di dipendenti, abbia proceduto a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020. Il rapporto si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni, purché il datore di lavoro contestualmente faccia richiesta degli ammortizzatori sociali disciplinati dal Cura Italia a partire dalla data in cui ha avuto efficacia il licenziamento. • Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica l’art. 96 configura in capo ai genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni (a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore) un diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Inoltre, viene confermata la possibilità di svolgere prestazione lavorativa in lavoro agile anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente, qualora non siano forniti dal datore di lavoro. • Per agevolare la ripresa delle attività produttive, fino al 30 agosto 2020 in deroga alla disciplina vigente è possibile rinnovare o prorogare i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato senza l’obbligo di giustificare una durata superiore ai dodici mesi attraverso la specificazione delle causali previste dal decreto Dignità (esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori; esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria).

Misure sul pubblico impiego • Al fine di rispondere celermente alle esigenze assunzionali delle pubbliche amministrazioni nel rispetto delle misure di contrasto al fenomeno epidemiologico da Covid19 l’art. 237 introduce fino al 31 dicembre 2020 una disciplina transitoria per lo svolgimento delle procedure concorsuali. Le prove selettive potranno essere svolte attraverso l’utilizzo di tecnologia digitale, presso sedi decentrate anche in base alla provenienza geografica dei candidati, utilizzando i locali idonei dei plessi scolastici di ogni ordine e grado, delle sedi universitarie e di ogni altra struttura pubblica o privata. Si ammette la facoltà di svolgere la prova orale in videoconferenza, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e digitali, garantendo comunque l’adozione di soluzioni tecniche che assicurino la pubblicità della stessa, l’identificazione dei partecipanti, nonché la sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità. Si dispone, inoltre, che le domande di partecipazione ai concorsi vengano presentate esclusivamente in via telematica, entro 15 giorni dalla pubblicazione del bando. Ogni comunicazione concernente il concorso è effettuata attraverso tale piattaforma, almeno 10 giorni prima della data stabilita per lo svolgimento delle prove. Il requisito di accesso alle qualifiche e ai profili professionali reclutati secondo le modalità sperimentali introdotte dall’art. 237, è individuato esclusivamente in base all’ordinamento professionale definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro, anche in deroga agli ordinamenti professionali delle singole pubbliche amministrazioni. Alle procedure concorsuali non si applica la riserva del 50% per il personale di ruolo prevista dall’art. 52 comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

• L’art. 238 prevede che la Commissione per l’attuazione del Progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni (RIPAM) su richiesta delle amministrazioni destinatarie delle procedure concorsuali possa modificare le modalità di svolgimento delle prove previste dai relativi bandi di concorso, dandone tempestiva comunicazione ai partecipanti alle procedure, con riferimento a procedure concorsuali per il personale non dirigenziale già bandite alla data di entrata in vigore del decreto e per quelle nelle quali, alla medesima data, sia stata effettuata anche una sola delle prove concorsuali.

• L’art. 239 prevede specifiche modalità di svolgimento del VIII corso-concorso per la formazione dirigenziale, da bandire entro il 30 giugno 2020 ad opera della Scuola Nazionale dell’Amministrazione. In particolare sono previste due prove scritte da svolgere in modalità telematica, effettuate anche nella medesima data e nelle sedi decentrata individuate, mentre l’esame orale potrà essere svolto in videoconferenza. Alla frequenza sono ammessi i candidati vincitori del concorso nel limite dei posti da dirigente disponibili, maggiorato del 50 per cento. Presso il Dipartimento della funzione pubblica viene predisposto un elenco dove sono iscritti coloro che, pur avendo superato il corso-concorso, non sono rientrati nei posti disponibili. Le amministrazioni, a partire dal 1° gennaio 2021, attingono da tale elenco per la copertura delle posizioni dirigenziali vacanti, fino ad esaurimento della graduatoria.

• L’art. 241 specifica che la previsione del lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazione (ex art. 87, comma 1 lett. a) del dl Cura Italia) deve essere rimodulata alla luce del graduale riavvio delle attività produttive e commerciali. A tal fine, come chiarito anche nella direttiva della Ministra Pa n. 3/2020, le amministrazioni sono chiamate ad adottare nuovi modelli organizzativi, ovvero ad organizzare il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso misure di flessibilità dell’orario, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale e introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza. Le amministrazioni si adeguano alle prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità e assicurano adeguate forme di aggiornamento professionale alla dirigenza. Inoltre, la capacità di attuare le misure di flessibilità sopra citate sarà valutata ai fini della performance. Per quanto riguarda gli uffici pubblici siti all’estero, la presenza dei lavoratori nei luoghi di lavoro è consentita nei limiti previsti dalle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie locali.

Disposizioni in materia di salute e sicurezza • Al fine di contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria e per sostenere la continuità in sicurezza dei processi produttivi, l’Inail ha trasferito a Invitalia 50 milioni di euro da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale. Con le modifiche apportate dal decreto, anche gli enti del terzo settore possono usufruire di tale importo per potenziare il livello di sicurezza all’interno dei propri luoghi di lavoro. • Il credito d’imposta, introdotto dal decreto Cura Italia al fine di incentivare la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professioni, viene esteso anche agli enti del terzo settore. La misura è valida per il periodo d’imposta 2020 e il credito corrisponde al 50 per cento delle spese di sanificazione sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 50 milioni di euro per l’anno 2020. • I datori di lavoro pubblici e privati devono assicurare la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia Covid-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. La disposizione rappresenta un livello ulteriore di protezione per i lavoratori, ai quali si continuano sempre ad applicare le norme del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro e in particolare le norme in materia di sorveglia sanitaria (art. 41, D.Lgs. 81/2008). I datori di lavoro non obbligati dalla normativa vigente a nominare il medico competente, fermo restando la possibilità di effettuare la nomina per il periodo emergenziale, possano richiedere ai servizi territoriali dell’Inail di provvedere con i propri medici del lavoro alla sorveglianza sanitaria eccezionale per le categorie di lavoratori ritenute particolarmente a rischio. L’Inail, per soddisfare la richiesta, può avvalersi anche del nuovo contingente di personale entrato in servizio a seguito del potenziamento delle risorse umane (art. 18 del Cura Italia) ed è autorizzato ad assumere a tempo determinato delle figure sanitarie, tecnico-specialistiche e di supporto di età non superiore a 29 anni, utilizzando le risorse di cui al Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani, nel limite massimo di 105 milioni di euro. Si precisa altresì che l’inidoneità alla mansione accertata non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro. • Vengono predisposte una serie di misure necessarie ad implementare l’attuazione del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, condiviso dal Governo e dalle Parti sociali in data 14 marzo 2020 e integrato il 24 aprile 2020. Al fine di favorire la ripresa delle attività produttive in una condizione di massima sicurezza per i lavoratori, l’Inail promuove interventi straordinari per le imprese, anche individuali, e per le imprese sociali che successivamente al decreto Cura Italia hanno introdotto nei luoghi di lavoro risoluzioni per la riduzione del rischio di contagio. Nello specifico, tali interventi prevedono l’acquisto di nuova strumentazione, come apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione; dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori; apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi; dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio; dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale. L’iniziativa è finanziata dalle risorse già disponibili a legislazione vigente relative al bando ISI 2019 ed allo stanziamento 2020 per i progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 11, co. 5, D.lgs. 81/2008) per un importo complessivo pari a 403 milioni. Per non incorrere nella disciplina comunitaria che limita gli aiuti di Stato, l’importo massimo concedibile mediante tali interventi è pari ad euro 15.000 per le imprese che impiegano fino a 9 dipendenti, euro 50.000 per le imprese che impiegano da 10 a 50 dipendenti, euro 100.000 per le imprese che impiegano più di 50 dipendenti. I contributi sono concessi con procedura automatica (art. 4, D.lgs. 123/1998). Non è possibile usufruire di altri benefici, anche di natura fiscale, aventi ad oggetto i medesimi costi ammissibili.

Ulteriori disposizioni • L’art. 23 è finalizzato ad adeguare il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione del Ministero dell’interno per fare fronte ai crescenti impegni, emersi in relazione alle complesse attività di contenimento del COVID-19. A tal fine l’art. 23 stanzia, per il 2020 ulteriori 111 milioni di euro per la corresponsione dell’indennità di ordine pubblico. • Per l’anno 2020, una quota di risorse del “Fondo per le politiche della famiglia” è destinata ai comuni per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività di bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020, nonché progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori. Il “Fondo per le politiche della famiglia” è conseguentemente incrementato di un importo pari a 150 milioni di euro per l’anno 2020. • L’art. 106 estende le garanzie per finanziamenti sotto qualsiasi forma concesse fino al 31 dicembre 2020 dal decreto Liquidità anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività di interesse generale non in regime d’impresa. • Con l’obiettivo di sostenere le attività delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni del Terzo settore, volte a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia di COVID -19, per l’anno 2020 l’art. 107 dispone un incremento di 100 milioni di euro del “Fondo per il finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel terzo settore”. • Al fine di potenziare l’assistenza, i servizi e i progetti di vita indipendente per le persone con disabilità gravissima e non autosufficienti si dispone un incremento del Fondo per le non autosufficienze di ulteriori 90 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 20 milioni destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente. • Si prevede l’istituzione del “Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità” volto a garantire il riconoscimento di una indennità agli enti gestori delle medesime strutture nel limite di spesa di 40 milioni di euro per l’anno 2020 volto a favorire l’adozione di dispositivi di protezione individuale o nuove modalità organizzative per la prevenzione del rischio di contagio. • Con l’obbiettivo di aiutare le famiglie in condizione di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, viene istituito il “Reddito di emergenza”. Sono previsti determinati requisiti per l’accesso alla misura tra cui oltre la mancata percezione di altri sussidi come il Reddito di cittadinanza e misure aventi finalità analoghe figura anche un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) inferiore ad euro 15.000 e un valore del reddito familiare nel mese di aprile 2020 inferiore ad una soglia pari all’ammontare del beneficio spettante. La richiesta deve essere effettuata presso l’INPS, attraverso apposito modulo di domanda (anche attraverso i centri di assistenza fiscale o i patronati), entro il mese di giugno 2020. I beneficiari riceveranno il sussidio in due quote da 400 euro ciascuna, moltiplicate per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (si utilizza lo stesso parametro del Reddito di cittadinanza come indicato nell’art. 2, comma 4, del D.l. 4/2019 conv. con mod. dalla L. 26/2019).

• Si prevede la costituzione presso l’Anpal del “Fondo nuove competenze”, con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro (a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO) da utilizzare per la graduale ripresa dell’attività lavorativa. Per l’anno 2020 i contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale o territoriale dalle associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, oppure dalle loro rappresentanze sindacali, possono realizzare specifiche intese che prevedano la rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa. Una parte dell’orario lavorativo verrà finalizzato allo svolgimento di percorsi formativi, i cui oneri, compresi i relativi contributi previdenziali e assistenziali, saranno a carico del Fondo. I criteri e le modalità di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse sono individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro 60 giorni dalla entrata in vigore del decreto Rilancio.

• L’art. 116 modifica integralmente l’articolo 48 del d.l. 18/2020 relativo alla disciplina di prestazioni individuali domiciliari. In particolare si prevede che durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e durante la sospensione delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, dei centri diurni e semiresidenziali per minori, per la salute mentale, per le dipendenze e per persone senza fissa dimora, dei servizi sanitari differibili, disposta con ordinanze regionali o altri provvedimenti, le pubbliche amministrazioni forniscono prestazioni domiciliari, a distanza oppure rese negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi nel rispetto del distanziamento sociale. A tal fine possono avvalersi del personale disponibile dipendente da soggetti privati che operano in convenzione, concessione o appalto, già impiegato in tali servizi. Le priorità di tali prestazioni sono individuate dall’amministrazione competente tramite coprogettazioni con gli enti gestori, impiegando gli stessi operatori e le risorse ordinariamente destinate a tal fine e alle condizioni assicurative già previste, anche in deroga ad eventuali clausole contrattuali, convenzionali, concessorie. E’ richiesta l’adozione di specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti. La norma dispone che, previa verifica dell’effettiva erogazione delle prestazioni succitate, le stesse sono retribuite ai gestori con quota parte dell’importo dovuto per l’erogazione del servizio standard, ovvero secondo le modalità attuate prima della sospensione. E’ prevista inoltre la corresponsione di un’ulteriore quota subordinata alla verifica dell’effettivo mantenimento delle strutture attualmente interdette che spetta agli affidatari di tali attività tramite il personale a ciò preposto, fermo restando che le stesse dovranno risultare immediatamente disponibili e in regola con tutte le disposizioni vigenti, con particolare riferimento a quelle emanate ai fini del contenimento del contagio da Covid-19, all’atto della ripresa della normale attività. Le pubbliche amministrazioni possono riconoscere, ai gestori, una ulteriore quota a copertura delle spese residue incomprimibili, definita tenendo anche in considerazione altre entrate che affluiscono agli enti gestori. In relazione alle ore non lavorate è fatta comunque salva la possibilità per i gestori di usufruire dei trattamenti del fondo di integrazione salariale e di cassa integrazione in deroga. • L’art. 222 incrementa il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di 331 milioni di euro per il 2020 per sostenere e contribuire alla ripresa dell’attività scolastica in presenza in condizioni di sicurezza. L’assegnazione delle risorse avviene entro 10 giorni dall’entrata in vigore della norma ed entro il 30 settembre 2020 le istituzioni scolastiche devono provvedere alla realizzazione degli interventi o al completamento delle procedure di affidamento degli interventi. • L’art. 224 dispone un contributo complessivo di 65 milioni di euro nell’anno 2020 in favore dei soggetti che gestiscono in via continuativa i servizi educativi e delle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65. La finalità è quella di assicurare un sostegno economico in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate, da parte dei fruitori, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19. Con decreto del Ministro dell’istruzione, il predetto contributo è ripartito tra gli uffici scolastici regionali in proporzione alla popolazione residente in età compresa tra zero e sei anni di età ed è erogato in favore dei servizi educativi e delle istituzioni scolastiche dell’infanzia non statali in proporzione al numero di bambini iscritti nell’anno scolastico 2019/2020.

Contenuto inserito il 15/05/2020
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